I Savoia Sono Pronti A Mandare L'italia In Tribunale! Il Tesoro Della Famiglia Vale Circa 300 Milioni Di Euro

I Savoia pretendono di riavere alcuni beni confiscati durante il fascismo. Questa richiesta è molto costosa, e risale agli anni tra il 1920 e il 1930. In quel periodo il regime fascista confiscò molti beni ai Savoia, che ora vogliono riavere.

Sono questi i gioielli della corona che, a quanto pare, non si toccano e sono destinati a rimanere nei caveau della Banca d'Italia. È quanto è emerso dopo una prima lettera inviata dall'avvocato Sergio Orlandi, avvocato del principe Vittorio Emanuele e delle principesse Maria Gabriella, Maria Pia e Maria Beatrice - eredi di Umberto II. La lettera inviata il 30 novembre e indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell'Economia e delle Finanze chiedeva la restituzione del tesoro sabaudo. Come spiegato dai legali della banca, i gioielli sono custoditi dal 1946.

L'avvocato Falcone Lucifero racconta di aver ricevuto dal re Umberto II l'incarico di affidare i suoi tesori alla banca centrale della Banca d'Italia, per tenerli a disposizione di coloro che ne avevano diritto.

Il documento in questione è una richiesta di sequestro di alcuni gioielli dei Savoia, redatta tre giorni dopo il referendum istituzionale del 2 giugno 1946. I gioielli in questione sono custoditi in un cofanetto di pelle a tre piani, protetto da 11 foche.

Questo testo riguarda la tiara che appare in tutti i ritratti ufficiali della regina Margherita e della regina Elena. I Savoia sono molto affezionati a questi gioielli, ma si è tentata una mediazione per trovare un accordo tra l'avvocato della famiglia reale ei rappresentanti della Banca d'Italia, della presidenza del consiglio e del ministero dell'Economia.

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