L'uomo che ha mandato in tilt la metro di Milano è morto

È morto in ospedale un uomo di 35 anni che mercoledì mattina gestiva la metropolitana di Milano, in particolare su strade verdi e verdi. È arrivato al Niguarda in fin di vita, con un massaggio cardiaco in corso, ma non è bastato. Secondo quanto affermato dalla Questura di MilanoToday, le ragioni dell'infarto del 35enne devono ancora essere chiarite.

Anche se resta l'ipotesi principale che stesse abusando di qualche sostanza inebriante, qualcosa deve aver "spento" le luci per il cittadino peruviano di 35 anni, che quella mattina, intorno alle 7.30, si è fermato alla fermata M1 Pasteur e invece di aspettare il treno come facevano tutti i passeggeri, sul marciapiede, è uscito dai binari. Non un suicidio: perché una volta sceso si è messo a correre.

Corre come un pazzo. Dalla centrale operativa ATM i gestori hanno bloccato il traffico del treno rosso tra Villa San Giovanni e Palestro. E i carabinieri inseguivano con i polmoni in prima fila, e da lì - in superficie siamo lungo viale Monza - sono corsi sottoterra fino alla fermata Loreto.

Poi all'incrocio tra M1 e M2, ha svoltato sulla linea verde. E, continuando la sua folle corsa in galleria, è arrivato alla stazione di Caiazzo. Quando è stato fermato sui binari, era visibilmente agitato, forse in stato psicofisico alterato, e ha avuto un infarto.

L'arrivo del 118 tra medici e operatori sanitari non ha aiutato a riportarlo in vita, e l'ora di punta e la posizione centrale di linee e fermate interessate dalla fermata hanno contribuito alla distruzione di parti della città. Sospeso in partenza, il traffico ferroviario è stato gradualmente ripreso sia sulla M1 che sulla M2. Mentre in superficie c'era tutto l'arrivo e la partenza di autobus sostitutivi e persone con i cellulari in mano, gli ultimi minuti di vita del 35enne bruciavano sotto il manto stradale.

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