Storie di 3 dà milanesi che lottano contro la violenza di genere

È psicologo, drammaturgo e sostituto procuratore. Così Milano Today ha voluto raccontare la violenza di genere attraverso le parole di tre donne milanesi che quotidianamente combattono gli abusi commessi da partner violenti contro i propri compagni. Tre storie che, da diversi punti di vista, raccontano il terribile fenomeno del femminicidio e spiegano quanto, anche in una Milano molto civile e benestante, il numero dei casi di violenza sia in costante aumento.

La prima eroina del nostro programma speciale sulla violenza di genere è Elena Cerasetti, artista e drammaturga che, nel 2020, insieme a Or.Me. (Ortica Memoria) ha realizzato l'opera "Scarpe Rosse": un'installazione che, come via crucis, attraverso 7 stazioni sparse tra i quartieri di Ortica e Cimiano, racconta la vita e la tragica fine delle donne vittime dell'omicidio delle donne a Milano .

" in ogni tappa abbiamo appeso scarpe rosse e poster alle pareti che raccontano la storia di queste vittime, spiega Elena Cerasetti. Il problema è che dal momento in cui è stato aperto, l'impianto è stato sistematicamente vandalizzato. Ne conteremo anche 10 in un anno, e questa lunga serie di vandalismi, che continua ininterrottamente dall'inaugurazione ad oggi, è un'altra prova di quanta mentalità patriarcale sia rimasta in questo Paese, che, a ben guardare, si manifesta in molti aspetti della nostra vita quotidiana.

La seconda storia riguarda il PM Maria Letizia Mannella, capo della sezione "Tutela della famiglia, dei minori e delle altre persone vulnerabili" presso la Procura. Sul suo tavolo si svolgono ogni giorno decine di pratiche relative a denunce di maltrattamenti e molestie, spesso coinvolgendo figli minorenni, vittime a loro volta di una catena di odio generata dalla violenza di genere. “Se consideriamo gli ultimi 10 mesi – spiega il dottor Mannella – ci sono stati molti casi di abuso.

Dal 1 gennaio 2021 ad oggi (15 novembre) è stato riportato il 1952 rispetto al 1622 dell'anno prima. Queste sono solo lamentele su personaggi famosi che abbiamo aggiunto a quelle su persone sconosciute. I casi di stalking sono altrettanto numerosi, con 1.

087 casi contro personaggi famosi rispetto ai 779 dello scorso anno. Si registra quindi un marcato aumento degli episodi di violenza di genere a Milano e dintorni». Posso dire che a Milano il fenomeno della violenza domestica (quindi parliamo di donne e minori) è di carattere trasversale e trasversale.

qualsiasi classe sociale - prosegue il vice procuratore - Non è certo un problema legato all'appartenenza a una determinata classe sociale, ma riguarda piuttosto l'individualità di una persona. Se una persona non sa come affrontare la propria rabbia, mostrerà inevitabilmente la propria rabbia al proprio partner, spesso fino all'estremo del femminicidio. È quindi un errore parlare di “omicidio Raptus”: qui non si tratta affatto di istanze di incapacità psicologica a capire o volere”.

la nostra specialità: Paola Guaglianone, psicologa e responsabile del rifugio "La grande casa", uno dei centri della rete antiviolenza del comune di Milano. «Nel nostro rifugio una donna riceve alloggio per sé e forse anche per i suoi figli», spiega il dottor Guaglianone. Abbiamo donne che hanno subito aggressioni fisiche, ma anche vittime di stalking o semplicemente abusi mentali da parte del proprio partner, perché la violenza di genere non riguarda solo le percosse.

In effetti, gli aggressori maschi spesso agiscono a un livello molto più sottile e psicologico prima di arrivare all'omicidio effettivo della femmina. Questi sono comportamenti che sono stati studiati e dovrebbero essere considerati azioni assolutamente consapevoli. Questo è chiamato il "ciclo della violenza" e per questo è sbagliato parlare di "omicidio di Raptus".

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