Alfonso Signorini, siamo contrari sì, ma ai buonisti e all'impossibilità di scegliere

"Siamo contro l'aborto in tutte le sue forme, anche nei cani". Queste le parole pronunciate ieri sera, 15 novembre, da Alfonso Signorini in diretta televisiva al Parole che hanno scatenato una vera e propria bomba mediatica esplosa in queste ore sui social. L'espressione infelice sul suo volto è il risultato di uno scambio di parole con un concorrente, Giucas Casella, il cui cane stava per rimanere incinta.

"Potrebbe anche aver abortito", dice l'illusionista. Subito la risposta di Signorini: "Siamo contro l'aborto". Questo vale anche per il mondo animale: "Anche i cani".

"Esatto", gli fa tristemente eco l'editorialista Alfonso Signorini, che usa la pluralia maiestatis in un programma estremamente popolare per imporre la propria visione dell'aborto. Il conduttore decide che "noi" siamo contro l'aborto con un atteggiamento patriarcale che riduce ogni molteplicità a individualità, che eleva l'opinione personale a verità innegabile. Le sue parole sull'aborto non vanno prese alla leggera, perché ci offendono profondamente come donne: mortificano la nostra capacità di autodeterminazione e la nostra libertà di decidere per noi stesse.

Siamo contro l'aborto? No, siamo piuttosto contrari ai benefattori che dicono che o sei madre o non sei niente, perché colei che ha dato alla luce il bambino è diventata la custode di qualche segreto cosmico. Siamo contro la stigmatizzazione di chi ha rifiutato la maternità per ogni sorta di motivi importanti e molto personali. Siamo contrari a tutte le condizioni che limitano l'autodeterminazione in tutte le sue forme.

Per fortuna l'aborto, caro Signorini, è già una legge ottenuta. Siamo "noi" che lo sappiamo bene.

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