L'addio del pm greco: "La sfida è il mondo senza regole del web"

«Lascio una procura organizzata ed efficace. L'ultimo bilancio sociale sarà presentato tra pochi giorni, e numeri e risultati sono ben rappresentati al di là di tante voci e strumentalizzazioni». Lo ha detto il pm milanese Francesco Greco durante la cerimonia di congedo in occasione dell'imminente pensionamento.

"Lascio la procura", ha aggiunto un pm in magistratura dal gennaio 1979, "in grado di affrontare le nuove e complesse sfide che nascono dai cambiamenti del mondo, e che proiettano oggi il nostro lavoro in una dimensione sempre più globale". Un lavoro che sarà principalmente nel controllo della rete e questo dovrà preoccupare tutti, perché oggi non ci sono regole che governano la rete. Il crimine informatico, ha commentato, sarà una sfida per un pubblico ministero moderno".

“Non sono in grado di esprimere emozioni che sono tante, troppe e sono abituato a guardare al futuro per abitudine. Difficile riassumere una storia durata quasi mezzo secolo e iniziata il 29 gennaio 1979, giorno della morte di Emilio Alessandrini, un giudice che non avevo mai incontrato, ma che è stato uno dei simboli che mi ha convinto a entrare in magistratura . " ha aggiunto Greco.

"La storia degli Uffici giudiziari di Milano ha accompagnato la storia di questo Paese" da anni di piombo ad una connessione globale, "elencare la storia di quegli anni è come un grande libro che taglia le grandi questioni di questo Paese. Abbiamo sempre fatto il nostro dovere, tante cose sono state dette, ma da quel 29 gennaio ad oggi, io sono sempre stato qui. Abbiamo adempiuto responsabilmente al nostro dovere: "Sulla guerra interna che ha travolto la Procura di Milano in questi mesi e che lo ha visto accostato al pm Paolo Storari e ad altri che hanno anche raccolto firme contro di lui, poche parole:" le regole devono essere rispettati prima di tutto dai giudici di pace.

Non sarà né la prima né l'ultima tempesta che l'ufficio dovrà affrontare". Dopo la testimonianza dei pm seguita dalla Procura di Brescia, in caso di scomparsa di un suo oppositore attualmente in carica in Procura, sono comparsi i suoi ex compagni del pool Mani Pulite. «È impossibile dimenticare cosa fosse.

Qui abbiamo compiuto il nostro dovere, e anche oggi lo fate tutti e ne sopportate le conseguenze. Sono venuto qui per ringraziare Francesco, perché in quel tumulto non l'ho fatto, non ho avuto il coraggio. Grazie per lo spirito di squadra che ho saputo donarmi", ha detto l'ex pm Antonio Di Pietro.

"Vorrei che ci fosse oggi, tutti quei giorni, perché si può essere d'accordo o meno con le decisioni prese, ma sappiamo tutti che quello che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto con coscienza, e non per fini politici, per non infrangere l'ordine Stan ma per assicurare che i criminali siano assicurati alla giustizia", ​​ha aggiunto Di Pietro con poche polemiche per l'assenza oggi di alcuni membri del pool Mani Pulite. Tra i presenti Gherardo Colombo e Armando Spataro.N.

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