No Green pass: resta in carcere il 22enne arrestato

Dovrà restare in carcere il No green pass arrestato sabato scorso durante il 14° corteo abusivo che ha paralizzato il Milan. Il 22enne di origine egiziana è finito in manette per resistenza a pubblico ufficiale. L'arresto del giovane, con precedenti, è stato confermato lunedì dal gip che ha rinviato il processo al prossimo 2 novembre. Denunciate anche 83 persone, oltre alle oltre 200 già indagate a Milano per le precedenti manifestazioni.

Contro i Verdi pass ex Br e Naziskin
Alla manifestazione di sabato, come prima, hanno partecipato anche militanti dei centri sociali ed esponenti di estrema destra: tra la gente, infatti, circa 6mila secondo ai carabinieri, che hanno sfilato per le vie del centro, c'era anche un gruppo di pelli della Do.RA, la Comunità dei Dodici Raggi
al centro di un'inchiesta della Procura di Busto Arsizio (Varese) per tentata ricostruzione del partito fascista - tra questi Alessandro Limido, di 42 anni, uno dei fondatori. Denunciato anche l'ex brigadiere rosso Paolo Ferrari, 76 anni, l'irriducibile che era in testa alla marcia.

Sala: " Situazione frustrante "
" Queste persone sono contro il Green pass in particolare, ma il punto è che non rispettano la regola base di impegno delle manifestazioni, cioè mettersi d'accordo sul percorso ", ha commentato lunedì Giuseppe Sala, " A questo punto diventano incontrollabili, la Polizia può solo fare una cosa, caricarli, una cosa capisco che il prefetto non intenda fare ". " È davvero frustrante - ha aggiunto il sindaco di Milano - perché trascorro i sabati pomeriggio o a casa oa Palazzo Marino a guardare cosa succede, ma tu ti senti davvero frustrato. Ne parlavo stamattina con il prefetto. È difficile in questo momento trovare una soluzione - ha concluso -. I manifestanti si sono divisi in varie parti e la polizia o ha tre o quattro volte più uomini da affrontare, oppure non può. C'è un solo modo, per isolarli, ma sono così tanti che si diramano in varie parti ".

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