Le case di comunità a Milano: "Per scegliere le sedi, la Regione parli col Comune"

Dove sorgeranno le future case della comunità, ovvero i luoghi dove medici di base e medici specialisti condivideranno spazi di lavoro e ambulatori per valorizzare la cosiddetta " medicina territoriale "? La Lombardia sta già studiando un percorso
per scegliere i luoghi delle future strutture, una ogni 50.000 abitanti. Ma il Comune di Milano vuole dire la sua. " Credo sia importante verificare se i luoghi proposti, e in parte già scritti nero su bianco, siano quelli più adatti alla città ", ha commentato Lamberto Bertolé, assessore alle Politiche Sanitarie e Sociali del Comune di Milano, parlando con l'agenzia Dicono: " La città deve presentare le esigenze del territorio ".

Bertolé ha già annunciato di voler parlare con i nove presidenti del comune ei loro delegati per condividere una proposta di partenza. Tra le priorità nella scelta dei luoghi, la vicinanza alle stazioni della metropolitana e la facilità di raggiungerle con i mezzi pubblici. Gli spazi individuati per quanto possibili candidati da Ats e Regione sono l'ambulatorio di via Rugabella, il mercato comunale di Gorla, uno spazio nell'ospedale Macedonio Melloni e uno spazio nella struttura riabilitativa Golgi Redaelli.

" Le case della comunità - ha sottolineato l'assessore - non sono una risposta contingente, ma a lungo termine. La mancanza di medici di base è invece una questione contingente che deve essere risolta al più presto ".

Case di comunità a Milano secondo Regione Lombardia
Il 6 settembre, con apposita delibera, la Regione Lombardia ha stabilito che, seguendo la tempistica del Pnrr (Fondi europei, Piano resilienza e risanamento), un Entro settembre verrebbe effettuata la ricognizione " dei siti " idonei alla costruzione di case di comunità, centri operativi territoriali e ospedali. di comunità. L'identificazione precisa dei siti avverrebbe entro dicembre 2021, mentre l'accordo con il Governo sarebbe firmato entro marzo 2022 con un contratto di sviluppo.

Le case comunitarie garantiranno attività mediche e infermieristiche 24 ore su 24, 7 giorni su 7, nelle strutture hub; su 12 ore, 6 giorni alla settimana nelle strutture a raggi. Gli ospedali di comunità, inoltre, disporranno di 20-40 posti letto 'bassa intensità' da gestire in sinergia tra medici di base e ospedali.

Nelle comunità domiciliari e ospedaliere saranno erogate prevenzione e cure primarie, visite in ambulatori specialistici (per alcune criticità) e altri servizi integrati con il Comune (coniugando gli aspetti sanitari e sociali). Secondo Ats Milano, entro un anno possono essere attivate sette strutture.

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