I nostri risparmi: conto postale o banca, dove sono più al sicuro?

I nostri risparmi, forse quelli di una vita, accumulati " giorno dopo giorno " come mattoncini, come le migliori formiche della storia. Dove sono più sicuri?

I nostri risparmi, se magari andiamo in pensione, se siamo giunti all'agognata conclusione del nostro " ciclo lavorativo " e siamo pronti a goderci un meritato riposo, rappresentano la pietra miliare della nostra serenità.

La liquidazione è arrivata, dobbiamo pensare a figli e nipoti, ma in fondo anche un po' di noi. Stiamo forse pensando di aprire un nuovo conto? E poi ci accompagna l'annosa domanda: meglio un conto postale o un conto corrente bancario?

Per non parlare dei tempi di grande incertezza che stiamo affrontando. Nel caso di un piccolo artigiano, un imprenditore con un'impresa familiare, non possiamo non considerare che abbiamo appena attraversato una vera " tempesta perfetta ".

Ufficio postale o conto bancario? Dove sono più sicuri i nostri risparmi?
Se siamo stati fortunati, se siamo usciti indenni dal " caos ", non è impossibile che abbiamo subito lesioni importanti, cicatrici che ancora hanno " indebolito " nel profondo del nostro " sogno di lavoro ". Meno guadagni, meno certezze sul futuro. Le spese, però, sono rimaste le stesse, anzi in alcuni casi sono aumentate. Se poi pensiamo a chi ha dovuto chiudere per sempre la serranda ed è apparso il cartello " affitto ", allora ci rendiamo conto di quanto quel gruzzolo sul nostro conto, fortunati ad averlo, sia davvero prezioso.

La domanda è una di quelle " storico ": conto postale o conto corrente bancario? Quale dei due ci offre maggiori agevolazioni, maggiori possibilità, ovviamente a seconda della nostra posizione lavorativa? E soprattutto ci chiediamo, quale ci garantisce meno spese, forse il fattore più importante di tutti.

L'ansia di non perdere i propri risparmi ci attanaglia. Regna supremo. Chi ha accumulato denaro non intende in alcun modo esporsi al rischio di una perdita. Se consideriamo anche che molti lavoratori hanno perso il lavoro a causa del coronavirus, allora il risparmio assume un valore maggiore.

Dopo la tempesta perfetta del Covid, con i nostri risparmi non possiamo sbagliare
Aprire un conto corrente aziendale, di per sé, non è scontato. La prima domanda che sorge spontanea è: è meglio un conto corrente classico o un conto deposito?

Il classico conto corrente, al di là delle spese di ogni istituto di credito (sono sorti anche quelli a costo zero), mette in condizione di avere un'operatività molto più ampia. Prelevare tutti i soldi di cui abbiamo bisogno, se ne abbiamo a disposizione ovviamente, e poi garantire nuovamente un numero indefinito di bonifici, anche istantanei. Il conto deposito invece serve più che altro a vincolare un capitale per qualche anno, a lasciare intatta una somma sulla quale vogliamo maturare un certo interesse. Che nel primo caso è praticamente inesistente. Dipende quindi dalla nostra situazione e da qual è il nostro reddito e ovviamente anche dal nostro stile di vita. Quanto ci serve per vivere, che spese abbiamo?

Il conto corrente postale, nell'immaginario comune, soprattutto per gli anziani, con il buon vecchio libretto di risparmio sostituito nel tempo dal conto postale, è da sempre sinonimo di maggiore serenità e affidabilità nel tempo.

Ufficio postale o conto bancario? Differenze, pro e contro
Sarà vero? È tutto oro quel che luccica e le banche sono il demone malvagio che divora i nostri magri risparmi? La verità, come sempre, sta nel mezzo. Come sappiamo, Poste Italiane è attualmente quotata in borsa ei conti postali così come i buoni fruttiferi sono garantiti dallo Stato. I conti correnti bancari sono invece coperti dal Fondo Interbancario. Probabilmente l'idea che lo Stato sia il garante del denaro dei risparmiatori offre una sensazione di maggior sollievo. Tutto questo può davvero farci dormire su due cuscini? Ci sono, come già detto, i pro ei contro. Il costo delle poste, in media, ha commissioni annue inferiori rispetto a una classica banca nazionale. Ma per ottenere un prestito, ad esempio, le poste sono molto più lente e macchinose nello sbrigare le pratiche burocratiche, a differenza delle banche.

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