La donna che fa arrestare suo figlio dopo una vita di inferno

Dopo anni di sopportazione e umiliazioni, alla fine non ce l'ha fatta più: ha telefonato al '112' e ha chiesto aiuto. Aveva paura che quel figlio di 30 anni che le aveva messo le mani addosso per l'ennesima volta potesse uccidere lei, il marito e il figlio disabile.

Una storia ricca di dolore e sofferenza mai raccontata quella scoperta dai carabinieri della stazione di Carate Brianza che, venerdì 15 ottobre, intorno alle 23.30, sono intervenuti su una vertenza familiare. Ciò che i militari hanno scoperto raccogliendo la testimonianza della donna di 59 anni era molto più grave di una lite familiare particolarmente accesa. Era la punta dell'iceberg di anni di molestie che i membri della famiglia avevano sopportato in silenzio.

Fino a ieri sera, quando il figlio - un disoccupato di 30 anni con problemi di droga, già noto alle forze dell'ordine - avrebbe scaricato la sua rabbia per una lite con la fidanzata contro i suoi genitori e i suoi 40 anni -vecchio fratello disabile. Infuriato, l'uomo avrebbe preso un coltello da cucina con una lama lunga venti centimetri e minacciato la madre, il padre e il fratello.

Un pugno contro la madre e poi, impugnando il coltello, avrebbe minacciato di ucciderli tutti e tre. La donna allora si è fatta coraggio e ha telefonato al '112'.

Quando sono arrivati ​​i carabinieri, la 59enne era molto agitata: temeva che il figlio potesse fare del male al marito di 63 anni. figlio così fragile Ma fortunatamente, quando i soldati sono entrati in casa, il giovane si è rifugiato nella sua stanza. Poi uscì e senza resistere si consegnò agli uomini dell'Arma.

Ma quello che i militari hanno scoperto raccogliendo le testimonianze dei genitori è il racconto di una situazione familiare di grave sofferenza e disagio. Una storia di oppressione che, secondo quanto riportato dai militari, va avanti da dieci anni. Purtroppo i genitori sarebbero stati costretti a vivere in condizione di sottomissione, costretti anche a dormire sul divano. Non solo umiliazioni e denigrazione - anche nei confronti del fratello disabile - ma anche pugni. Una violenza nata per futili motivi, aggravata dal consumo di alcol e droghe, che ha fatto cadere nel terrore i familiari.

Fino a ieri sera, quando la madre, di fronte a quella minaccia di morte ea quel coltello in mano, ha deciso di denunciare. Al termine delle indagini i carabinieri hanno sequestrato il coltello e arrestato il giovane che è stato trasferito al carcere di Monza.

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