Diminuiscono gli stranieri in Italia: com'è la situazione a Milano e in Lombardia?

In Italia i movimenti migratori hanno subito una drastica riduzione. Il calo maggiore, nel centro del Paese. Lo registra il XXX Rapporto Caritas-Migrantes presentato giovedì mattina. La progressiva diminuzione della popolazione italiana, già evidenziata nelle precedenti edizioni del Rapporto sull'immigrazione, inizia a coinvolgere la popolazione di origine straniera nel 2021, che è passata da 5.306.548 del 2020 agli attuali 5.035.643 (-5,1%). Ancora più vistosa la diminuzione complessiva della popolazione in Italia (-6,4%), pari a 59.257.600, che corrispondono a 987.000 residenti in meno rispetto all'anno precedente.

Anche i movimenti migratori hanno subito una drastica riduzione (-17,4%). In particolare, secondo il Rapporto, rispetto al confronto con gli stessi 8 mesi del quinquennio 2015-2019 si registra un decremento del -6% per gli spostamenti interni, tra comuni, e del -42% e -12%, rispettivamente, per quelli da e per l'estero. Pertanto, iniziamo ad osservare l'effetto " pandemico " attraverso gli indicatori demografici, che si è verificato in altre aree sociali. " Si tratta - spiega il Rapporto - di un effetto prodotto dalla combinazione di molti fattori, tra cui - in primis - i decessi causati dal virus, che in Italia ha raggiunto una delle cifre più alte in Europa e nel mondo (128 migliaia in Italia a fine luglio 2021, su 4.095.924 decessi totali, pari al 3,1% del totale mondiale) ".

La presenza degli stranieri in Lombardia ea Milano
Nella graduatoria sulla distribuzione territoriale dei cittadini stranieri residenti prevale il Nord (58,5%), in particolare il Nord Ovest (34%). Il Nord Est e il Centro assorbono quasi la stessa percentuale della popolazione straniera, intorno al 24,5%, mentre il Sud e le Isole, rispettivamente, appena il 12,1% e il 4,8%. Tutte le aree territoriali hanno subito un decremento rispetto allo scorso anno: la più consistente è stata il Centro (-7,5%); mentre il più contenuto è stato nel Nord Est (-3,4%).

Le prime 5 regioni in cui si registra la maggiore presenza di cittadini stranieri sono, come nel 2020, la Lombardia (in cui il 22,9% della popolazione straniera in Italia) seguita da Lazio, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte. Per quanto riguarda le prime 10 province, prevale su tutte Roma, dove risiede il 10% dei cittadini stranieri in Italia, seguita da Milano (9,2%) e Torino (4,2%). L'incidenza della popolazione straniera sul totale è dell'8,5%, con punte che superano sensibilmente la media nazionale in alcune province, come Prato (19%), Milano, Piacenza e Modena (tutte intorno al 14%). La presenza femminile caratterizza prevalentemente la popolazione straniera residente (51,9% del totale) e per alcune nazionalità ancora più marcatamente, quasi l'80% tra i residenti provenienti da Ucraina, Georgia e vari paesi dell'Est Europa.

Per quanto riguarda i titolari di permesso di soggiorno e le relative motivazioni, il Ministero dell'Interno segnala un totale di 3.696.697 cittadini stranieri, la maggior parte dei quali in possesso di permesso di soggiorno per motivi familiari (48,9% del totale, + 9,1% rispetto al 2019), seguono quelli per lavoro (43,4% e +12,1% rispetto al 2019). La terza tipologia continua ad essere rappresentata dai motivi di protezione internazionale (5,0%), comprese le forme di protezione speciale o ex-umanitaria.

Questi permessi hanno segnato un calo rispetto al 2019 (-5,6%), sicuramente imputabile alla chiusura degli arrivi dall'estero, degli sbarchi e dei valichi di frontiera, decretata dalle misure governative per il contenimento del contagio da covid-19. Sono diminuiti anche i permessi di soggiorno per i minori non accompagnati che vengono rintracciati sul territorio e per i neo-adulti, da quasi 18.000 nel 2019 a 3.774 nel 2020. Le limitazioni stabilite dalle misure governative per il contenimento della pandemia hanno interessato anche le attività di contrasto all'immigrazione irregolare: le misure in questione sono passate da oltre 40.000 a circa 26.500 (-35,7%). Nel dettaglio, i respingimenti alla frontiera nel 2020 hanno coinvolto 4.060 persone (circa la metà del 2019); le espulsioni sono state 22.869 e i fermi nei centri di rimpatrio 4.387 (in calo di circa il 30% rispetto al 2019).

Studenti stranieri nelle scuole, a Milano
Lombardia, Emilia Romagna e Veneto sono le regioni con più stranieri nelle scuole. Fa eccezione Milano, che si trova al decimo posto nella graduatoria delle presenze scolastiche di cittadini stranieri. Lo registra il Rapporto Caritas-Migrantes 2021 presentato oggi. Gli alunni con cittadinanza non italiana nell'anno scolastico 2019/2020 sono, in valori assoluti, 876.801.

La percentuale della popolazione scolastica totale è del 10,3%. Il tasso di incremento ha iniziato a diminuire dal 2018. La loro presenza nei vari ordini scolastici conferma la prevalenza, negli ultimi quindici anni, della scuola primaria, ma il dato più interessante è il progressivo aumento della presenza nelle scuole secondarie di secondo grado: un indicatore della spinta delle seconde generazioni e dell'aumento della frequenza degli studenti con cittadinanza non italiana. Cresce invece in misura minore la presenza negli asili nido, e questo è un indicatore negativo: quasi un quarto dei figli di immigrati, tra i 3 ei 5 anni, non frequenta l'asilo.

Questa mancata partecipazione alla scuola di primo grado, fondamentale per l'apprendimento e l'integrazione delle lingue, - rileva il Rapporto - è particolarmente significativa in alcuni gruppi di immigrati, provenienti dall'Africa mediterranea e dal sud-est asiatico. Le regioni italiane con le più alte percentuali di alunni sul totale della popolazione scolastica con cittadinanza non italiana sono Lombardia (25,6%), Emilia-Romagna (12%) e Veneto (11%). Al contrario, le regioni molto popolose del Mezzogiorno hanno percentuali molto più basse di alunni con cittadinanza non italiana: Campania, Sicilia e Puglia, ad esempio, hanno rispettivamente il 3,2%, il 3,1% e il 2,1% di frequenza. di alunni con cittadinanza non italiana.

Le prime 10 province con le percentuali più alte di alunni con cittadinanza non italiana (20% o più) disegnano una geografia dell'immigrazione caratteristica dell'Italia: sono tutte situate nel Centro-Nord sono province i cui capoluoghi sono città piccole (Cremona, Mantova, Lodi, Asti) o medie (Prato, Parma, Brescia). L'unica metropoli, Milano, è decima. I paesi di origine con le percentuali più alte di alunni nati in Italia sono la Cina (84,7%), il Marocco (76,2%) e l'Albania (75%).

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