Al corteo per il clima di Milano: le voci di un nuovo '68

C'è la mamma con i due bambini che hanno disegnato dinosauri di colori diversi accanto alla scritta " Anche i dinosauri pensavano di avere tempo " (anche i dinosauri pensavano di avere tempo). C'è il gruppo di liceali che chiedono se quelli di un'altra scuola hanno già " sceso " o no. E c'è il fiume di folle gioiose, pronte a marciare per chiedere un futuro al Pianeta tra musica rock, striscioni e danze improvvisate. Questo è stato il clima che ha regnato all'inizio della mega parata per il clima venerdì mattina a Milano, in cui tra i 9mila partecipanti (secondo la stima della questura), c'erano anche le famose eco attiviste Vanessa Nakate e Greta Thunberg , entrambi protetti dal cordone dei bambini di Fridays for Future e da altre piattaforme ambientali.

La mega sfilata a Milano con Greta Thunberg (Foto G. Mannu e E. Dragotto)

Sfilata con Greta Thunberg (1)
Sfilata con Greta Thunberg (2)
Sfilata con Greta Thunberg (3)
Sfilata per il clima, Fridays for Future di E. Dragotto (1)

" Da soli, come individui, possiamo fare poco, ma io fortemente credere nella forza dell'insieme - ci dice speranzosa la giovane Sara di Fff -. Continuiamo con questi eventi da un po' di tempo e spero davvero che la causa dell'ambiente possa arrivare a un numero crescente di persone nel cuore. Il cambiamento climatico non è un argomento che riguarda solo noi giovani, riguarda tutti. Ma non credo che i dirigenti ascoltino le nostre richieste, parliamo molto ma le azioni sono pochissime. Anche i grandi brand usano l'ambiente e il green come pubblicità, ma non ci credono davvero ".

Il sentimento dei giovani, come già evidenziato da Thunberg
durante lo YouthForClimate, è di forte sfiducia nei confronti della vecchia classe dirigente. Ma questo non gli impedisce di protestare per chiedere - pretendere - un futuro diverso. " Dubito che Pre Cop sia servito a qualcosa - confida Giovanni, ventenne degli Studenti Indipendenti del Politecnico -. Anche riguardo a questo evento, la speranza che le nostre voci vengano ascoltate c'è, ma i precedenti non fanno ben sperare. Vale il solito paternalismo, dicono 'sì, ti ascoltiamo', ma poi non fanno niente. Alla fine vogliono che restiamo al nostro posto. Ci vorrebbe un vero dialogo, ma finora è mancato. Per il futuro speriamo almeno di poter sopravvivere in maniera dignitosa, senza dover subire ogni anno eventi catastrofici, come alluvioni, incendi e terremoti. Vogliamo un mondo che sia allo stesso tempo più pulito ed equo, in cui si possa evitare la migrazione climatica. Tutte queste proteste, tutta questa partecipazione, alla lunga vinceranno, ma speriamo non troppo, perché i tempi stringono ".

Ma alla manifestazione di venerdì mattina, oltre ai tanti studenti, c'erano anche persone più mature, come Giorgio, militante di Fridays for future che si definisce 'diversamente giovane'. " Ci aspettiamo il miracolo che non è ancora avvenuto - rivela -, cioè che i potenti del mondo facciano davvero qualcosa per l'emergenza climatica, che nel frattempo è sempre più grave e ormai sotto gli occhi di tutti. Abbiamo governato e ministri che continuano con le loro chiacchiere senza fare nulla di concreto. Ed è davvero triste che i politici chiedano soluzioni ai giovani: significa che la nostra classe dirigente è incapace, oltre a continuare a servire gli interessi di alcune multinazionali, finanziandole con milioni e milioni di euro. Quello che deve succedere è una rivoluzione nello stile di vita ". Una rivoluzione alla quale sembrano pronte le migliaia di persone che hanno sfilato per le vie del centro, riuscendo a portare a Milano e non solo il vento di un nuovo '68.

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